NON SI TRATTA DI MIGRANTI ma di una festa che richiama all’umanità

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29 Settembre 2019

L’Ufficio MIGRANTES dell’ArciDiocesi di Salerno-Campagna-Acerno ha dato rilevanza alla GMMR 2019 con un momento di convivialità con le comunità migranti aderenti alla Festa dei PopoliSalerno, presso l’Istituto Missionario Saveriano

Era un evento celebrativo preannunciato da mesi, una data significativa già annotata nelle nostre agende, proprio perché nessuno voleva mancare ed, effettivamente, eravamo quasi tutti, 180 commensali festosi, desiderosi di condividere un tempo insieme.

Nella grande sala in cui eravamo riuniti, siamo stati tutti colti da un insolito entusiasmo e dalla curiosità di conoscere persone nuove e di imparare cose nuove. Sarà stato merito di un clima gioviale e disteso, dell’aria briosa settembrina, in cui l’energia del cambiamento sembra essere più intensa, più inebriante, connotata dai racconti di un’estate ormai archiviata, ma che ancora ci coinvolge e ci travolge col suo vissuto.

Così, con un’agape fraterna, l’Ufficio MIGRANTES dell’ArciDiocesi di Salerno-Campagna-Acerno ha voluto caratterizzare la 105° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, voluta dalla Chiesa Cattolica per dimostrare la sua preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, per pregare per le sfide e aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalla migrazione.

In compagnia dell’ArciVescovo, Mons. Andrea Bellandi, si è fatta esperienza di quella fratellanza umana che abbraccia tutti gli uomini, li unisce e li rende uguali.
Baciati da un sole estivo, tutti i presenti hanno avvertito la piacevole sensazione di sentirsi travolti da un’onda di bene che si è propagata, raggiungendo tutti e che fa sperare nel dialogo, nella conoscenza reciproca, nella possibilità di costruire, insieme ai credenti di altre fedi e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, un mondo di fraternità e di pace.
Il Direttore dell’Uff. MIGRANTES di Salerno, Antonio Bonifacio ha presentato le comunità straniere che hanno accolto l’invito; i commensali provenivano da Bangladesh, Filippine, Polonia, Georgia, India, Italia, Marocco, Pakistan, Romania, Sirya, Somalia, Sry Lanka, Tunisia, Ucraina, Venezuela, West Africa, e hanno portato in tavola la cucina dei loro paesi d’origine.
Il pranzo è diventato un momento per scoprire nuovi sapori e nuovi mondi, attraverso voci femminili narranti che hanno dato vita ad un racconto non scritto, ma che ha preso colore e profumo sulla tavola imbandita, curata in ogni suo dettaglio, e tra le stoviglie.
Nella semplice condivisione di altri sapori e delle storie che quelle pietanze portavano con sé, si è dipanato un tempo di convivialità davvero speciale.
Il cibo è stato sicuramente un filtro potente, attraverso cui le differenze hanno comunicano; l’amicizia ha fatto tutto il resto, grazie ai membri della Consulta dei Popoli Salerno che hanno sostenuto e promosso l’iniziativa tra tutte le comunità migranti aderenti.
Il pranzo domenicale è divenuto così l’occasione per ri-incontrarsi, invitare amici nuovi e condividere, in semplicità e bontà, lo spirito della famiglia saveriana, che ha pervaso la grande sala in cui l’evento è stato ospitato, in cui il mondo, con le sue diversità, è parso essere più vicino ed accessibile.
La voce di Papa Francesco, con la forza del suo messaggio “Non si tratta di migranti”, ha riempito il silenzio di una sala gremita che scopriva la profonda motivazione del suo essere lì radunata.
Giubilo ed esultanza, sorrisi ed applausi hanno rotto poi il silenzio durante la visione della photostory della Festa dei Popoli Salerno 2019 che ha ricordato la significativa testimonianza, offerta in piazza da tutte le comunità migranti, lo scorso giugno, quando l’odio razziale

sembrava autorizzato a farsi spazio nelle città. Quel che resta di questa giornata è una gran carica di positività e una forza sinergica; del resto Settembre è un po’ come l’ultimo dell’anno: si fanno i buoni propositi per quello che ancora deve cominciare.
Anche l’Equipe Festa dei Popoli Salerno ha iniziato a buttar giù l’elenco di tutto ciò che vorrebbe fare e, dopo questa esperienza, sembra che di passi da fare ce ne siano tanti e di buoni propositi da perseguire almeno altrettanti.
Intanto, approfittiamo di questa spinta che la celebrazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2019 ci ha regalato, trovando il coraggio e l’ispirazione per avvicinarci sempre di più, per vivere esperienze di prossimità, per riaprire “le porte della missione”, ricordando di essere Uniti nella Diversità.
Racconto di una giornata di Marta Chiaradonna

 

NON SI TRATTA DI MIGRANTI ma di una festa che richiama all’umanità

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