Migranti :risorsa strategica per le nostre economie

Riportiamo ampi stralci dell’Intervista ad Antonio Bonifacio ,direttore dell’ufficio “Migrantes” ddella Diocesi di Salerno-Campagna-Acernouscita nell’inserto “ECONOMIA” del Corriere della Sera del 15 ottobre 2018

 

Antonio Bonifacio, quanto siamo informati sui migranti?

«C’è la convinzione di essere informati, ma principalmente sui social circolano tante fake news, una comunicazione semplice, veloce, facile da condividere e d’impatto immediato. Qualche esempio? La percezione di “invasione”, in Italia la popolazione straniera rappresenta 1’8,3%, la metà dei quali proviene da nazioni europee».

Cosa c’è di vero nella frase «vengono per delinquere»?

<I dati del Viminale dicono che i denunciati nel 2016-2017 sono circa 241 mila, il 4, 7% della popolazione straniera, con prevalenza di reati contro il patrimonio. Stando alle motivazioni per il permesso di soggiorno, la presenza in Italia è legata al lavoro per il37,6%, alla famiglia 42,10%, all’asilo politico per il13,5%, altro il6,8%».

Sul lavoro esiste una concorrenza autoctoni- stranieri?

<In Campania, dove c’è già un alto tasso di disoccupazione, le possibilità lavorative destinate agli stranieri sono limitate e spesso c’è una classificazione su base etnica, ma se accettiamo un’economia di libero mercato la frase non ha senso»

. Esistono settori dove l’apporto degli stranieri è indispensabile?

«Nella nostra regione l’apporto degli stranieri in agricoltura è determinante perché abbiamo abbandonato la terra come risorsa economica. Un altro ambito rilevante è quello dei servizi alla persona, colf e badanti sono figure insostituibili in molte famiglie».

 C’è una concorrenza sleale giocata sul ribasso del costo dell’offerta di lavoro?

«In economie con un forte sommerso come la nostra, è lecito supporre un’offerta al ribasso degli stranieri, ma è provata una domanda di sfruttamento, facilitata dalla condizione di minacciabilità dei migranti per assenza di documenti e certificazioni per il rinnovo del permesso di soggiorno»

. Resta la percezione di sentirsi minacciati dagli stranieri.

«Non viene mai citata la presenza nella scuola: gli alunni stranieri sono 826.091 nel2016-2017, un numero che sancisce la tendenza di stabilizzazione insediativa.ln un’analisi storica siamo passati dallo 0.06% del 1983-84 a circa il9.4% del 2016- 2017; ciò può essere letto come propensione a progettare in Italia il futuro e rappresenta la volontà di inserirsi nella cultura italiana»

Come si può agevolare l’integrazione?

«l dati di natura statistica non spiegano la quotidianità dove italiani e stranieri. hanno già un constante confronto, per cui è necessario promuovere conoscenza e dialogo, difendendo il valore dell’accoglienza per realizzare un’integrazione sulla base di valori condivisi che riconosca le diversità culturali».

boniec

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