#EuropeanSolidarity

FDPBARCHE

L’ Ufficio Diocesano Migrantes e la Consulta della Festa dei Popoli Salerno
aderiscono e sostiengono la campagna
#solidarietàeuropea
per il 27 giugno 2018

Chiediamo ai Governi europei di condividere le responsabilità sull’accoglienza, cambiare il Regolamento di Dublino e aprire vie legali e sicure d’accesso

http://europeansolidarity.eu/it/

Ieri sera in occasione della riunione della Consulta abbiamo costruito insieme la barchetta di carta, come simbolo di adesione, con la scritta del proprio paese come gesto di comunità che ACCOGLIE

#EuropeanSolidarity

Festa dei Popoli a Salerno.”camminare insieme all’altro” (nonostante i “tempi” avversi)

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Mi Piace raccontare cosa abbiamo fatto con la parole di Antonio Bonifacio direttore dell’uffico diocesano di “migrantes”

Ore 17 …noi c’eravamo… 17 comunità presenti… 28 nazionalità…
Abbiamo pregato insieme per la Pace e l’Armonia tra i Popoli

Tanti colori… tanta gioia… tanta volontà di raccontare la bellezza dello stare insieme
Ogni comunità ha raccontato negli stand il proprio paese con i colori e sapori del cibo, foto, tessuto
Ognuno ha indossato abiti tipici che raccontano le proprie origini
La piazza era allegra e colorata, pronta a “raccontarne di tutti i colori”

Alle 18 il meteo improvvisamente ci ha fermati… per oggi

Ma vogliamo festeggiare i 10 anni della Festa dei Popoli e quindi a breve gli aggiornamenti

 

Se il clima metereologico è stato avverso, non possiamo dire altrettanto di quello dell’amicizia. La preparazioni dei mesi precedenti e di questi ultimi giorni, ha permesso di accentuare legami amicizie. La foto dall’alto della platea nel momento in cui la prima pioggia sembrava scampare da l’didea dello stringersi insieme per la Festa dei Popoli che è la Festa di tutti.

Riportiamo di seguito ampi stralci dell’articolo di Giuseppe Pecorelli  tratto da “Il Mattino “di oggi

 

«Camminare insieme all’altro che è costretto a fuggire dalla propria casa, dalla propria tera, dalla propria famiglia, ci fa crescere. Gesù ci ricorda che l’incontro con Dio ci porta all’incontro con l’altro, che non è un nemico, un concorrente, ma un fratello». L’arcivescovo Luigi Moretti, con queste parole, dà inizio alla festa dei popoli, in piazza della Concordia, per quanto rovinata da una pioggia torrenziale.

(….)

E così, rispetto al programma iniziale, che prevede cinque ore di musica, canti, teatro, danza, l’evento si riduce alla durata di un’ora e mezza. Ma il messaggio di pace, di amicizia tra i popoli, di necessaria conoscenza reciproca riesce a comunque a filtrare. E non piove quando, come primo atto, esponenti di varie religioni pregano insieme.

(…)

L’arcivescovo Moretti introduce il Padre Nostro, ponendo la sua attenzione sul secondo termine: «Nostro, lo chiamiamo così anche quando preghiamo da soli», dice. Benedice i presenti.Don Ivan Boryn, cappellano degli ucraini greco cattolici residenti nel territorio diocesano di Salerno-Campagna-Acerno. E ilpresidente della comunità musulmana di Battipaglia, l’imam Hedi Mohamed Khadhraoui, introduce con un augurio, tratto
dal Corano: «La pace sia con voi». E spiega: «Maometto –spiega –ricorda a tutti gli uomini che è stato il Creatore a volerela diversità tra gli uomini. Una diversità di razza, colori, pelle,vita, pensieri. In due sure del Corano, ci chiede la comunione.
Non c’è alternativa”. Pregano poi i rappresentanti della comunità buddista, di quella sikh, degli evangelici filippini. Ed anchepadre Bogdan Filip, che guida la Comunità Ortodosso Rumenadi via Pironti a Salerno, recitauna seconda volta il Padre Nostro.

(….)

I peruviani che indossano abiti vistosi e pittoreschi e le donne ucraine intonano una leggiadra «Ave Maria». La decima edizione della festa è dedicata ai «colo-ri della diversità» e ovunque ci sono fiori, bandiere, prodotti dell’artigianato locale, pietanze tipiche. Malgrado il grigiore del-le intemperie, è un trionfo di co-lori negli stand di Italia, Romania, Filippine, Venezuela, Georgia, di Santo Domingo, Senegal, Bangladesh, Perù, Polonia e Ucraina. Ogni dettaglio era sta-o definito con cura dalla machina organizzativa guidata da Antonio Bonifacio, direttore diocesano della Migrantes, che quest’anno ha beneficiato del grande aiuto offerto dal Centro missionario diocesano, dalla Caritas, in collaborazione con i Missionari saveriani» il Laicato saveriano, l’associazione Tru-moon che ha ideato e curato la grafica dell’evento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Dobbiamo invocare sempre lo Spirito Santo per fermare la furia di Satana nel mondo». La cate-chesi, che dura un’ora e mezza, è intervallata dal canto e dalla pre-ghiera per gli ammalati. Le paro-le sono rivolte ai credenti o a chi ha già almeno l’idea di un riavvi-cinamento alla fede cattolica, ma

 

 

LAPREGHIERA

 

L’arcivescovo Moretti introdu-ce il Padre Nostro, ponendo la sua attenzione sul secondo ter-mine: «Nostro, lo chiamiamo co-sì anche quando preghiamo da soli», dice. Benedice i presenti don Ivan Boryn, cappellano de-gli ucraini greco cattolici resi-denti nel territorio diocesano di Salerno-Campagna-Acerno. E il presidente della comunità mu-sulmana di Battipaglia, l’imam Hedi Mohamed Khadhraoui, in-troduce con un augurio, tratto dal Corano: «La pace sia con voi». E spiega: «Maometto –

Festa dei Popoli a Salerno.”camminare insieme all’altro” (nonostante i “tempi” avversi)

Conto alla rovescia per la X edizione de “La Festa dei popoli” a Salerno

da SALERNOTODAY

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Conto alla rovescia per la X edizione de “La Festa dei popoli” a Salerno
Bonifacio (Direttore dell’Ufficio Migrantes): “Cogliamo l’occasione per invitare, alla presenza in Piazza, tutti i nostri connazionali e i membri delle nostre comunità, di Salerno e dintorni, per dar luogo insieme ad un’esperienza senza confini”

Redazione
05 giugno 2018 15:41
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festa26-2
Ascoltare nuove esperienze positive di InterAzione ed Accoglienza e vivere, insieme, momenti di riflessioni e di svago, nel segno della fratellanza e della intercultura. Questo l’obiettivo della X Edizione della Festa dei Popoli. “Cogliamo l’occasione per invitare, alla presenza in Piazza, tutti i nostri connazionali e i membri delle nostre comunità, di Salerno e dintorni, per dar luogo insieme ad un’esperienza senza confini, in cui mostrare il valore che ciascuna comunità ha, nell’accogliere ed aggregare, al suo interno, tutti coloro che hanno comune identità territoriale”, ha esordito il direttore dell’Ufficio Diocesano Migrantes di Salerno, Antonio Bonifacio.

Il programma
Due i momenti della manifestazione: “Le buone pratiche dell’accoglienza: i colori della diversità”, convegno che si terrà il 7 giugno, alle ore 17, nella Sala del Gonfalone del Palazzo di Città, e la festa che animerà piazza della Concordia, a partire dalle 17, il 17 giugno. Partecipare ad entrambi gli eventi, è utile “per far conoscere la nostra realtà comunitaria, le altre comunità e la bellezza del vivere insieme, per far comprendere a tutti la concreta possibilità di vivere in Italia senza la paura di accogliere chi arriva, per far conoscere la bellezza e la ricchezza dei Valori di chi arriva, spinto da un sogno o da un bisogno, desideroso di vivere ed inserirsi nella nostra società italiana e muoversi liberamente in Europa, nel rispetto di leggi e valori e per far vedere che siamo in tanti a credere nell’Accoglienza, nell’InterAzione, nell’Armonia tra popoli, culture, tradizioni e persone”, ha aggiunto il Direttore Bonifacio.

Gli obiettivi
“Abbiamo iniziato questo percorso dieci anni fa, pochi membri della Consulta dei Popoli e alcuni rappresentanti di comunità straniere. Nel corso degli anni abbiamo incontrato altre persone, altre realtà con cui intrecciare fili di amicizia, e siamo diventati un gruppo numeroso e variegato. – si legge sulla nota stampa – Mentre l’esperienza Festa dei Popoli cresceva, l’Italia cambiava dal punto di vista sociale e politico: l’arrivo sempre più numeroso di migranti che raggiungono la penisola, con enormi difficoltà ed a rischio della propria vita, ed il modo in cui mass media e forze politiche hanno spesso trattato il fenomeno, hanno contribuito a produrre un crescente egoismo che spinge a vedere il migrante come la causa principale dei problemi sociali, facendo sì che venissero chieste a gran voce espulsioni e respingimenti di massa”. La Festa dei Popoli diventa, quindi, un presidio contro il razzismo e l’intolleranza, e rappresenta un insieme di “buone pratiche” che favoriscono l’incontro tra diversi. Esperienza indispensabile in un momento storico come questo per contrastare il razzismo, per superare la paura, per abbattere i pregiudizi. La manifestazione, promossa dall’Arcidiocesi di Salerno – Campagna – Acerno, attraverso gli uffici diocesani Migrantes, Centro Missionario e Caritas, in collaborazione con i Missionari Saveriani, il Laicato Saveriano, e patrocinata dal Comune di Salerno, vede impegnati nell’organizzazione rappresentanti delle comunità straniere presenti nel territorio di Salerno e provincia: dall’Europa Georgia, Italia, Polonia, Romania e Ucraina; dall’Africa Gambia, Marocco, Senegal e Tunisia; dall’Asia Bangladesh, Filippine, India e Sri Lanka, dall’America Latina Perù e Venezuela, tutte pronte a presentare le proprie tradizioni culturali. Quest’anno la Festa si avvale della collaborazione delle associazioni salernitane “La Tenda”, “Ballando per le strade”, dal gruppo musicale “Utungo Tabasamu”, dell’Azione Cattolica Diocesana e dell’Associazione “Trumoon” che ha ideato e curato la grafica dell’evento.

 

Conto alla rovescia per la X edizione de “La Festa dei popoli” a Salerno

citazioni dal convegno :le buone pratiche dell’Accoglienza: i colori della diversità”

diversità

“I titoli e temi del decennale percorso Festa dei Popoli Salerno offrono la chiara lettura di un’esperienza che, attraverso lo scambio di bagagli culturali, favorisce l’InterAzione tra popoli, sperimentando l’Accoglienza.
In questo periodo storico italiano ci teniamo a ribadire la nostra posizione a favore dell’Accoglienza, scelta personale di ogni individuo, di ogni cittadino e conseguente coinvolgimento della comunità locale”
Antonio Bonifacio direttore Ufficio Diocesano Migrantes Salerno-Campagna-Acerno
In tempo di globalizzazione é importante rimanere legati alle proprie origini e alle proprie identità culturali” Gaetana Falcone – Comune di Salerno

“Costruire, fare comunità, è compito della Chiesa che deve attivare, oltre l’evangelizzazione, processi di socializzazione, per salvaguardare le identità delle comunità migranti. Anche io mi sento rifugiata: ho lasciato la Sierra Leone per la guerra, ho lasciato il Cameroun per Boko Haram…io sono una rifugiata qui in Italia, ma loro sono lí, i miei fratelli…e sono rimasti li perché il colore della loro pelle é diverso dal mio…me ne vergogno. A Modica ho sperimentato, con una comunità missionaria inter congregazionale, che la missione é qui, dove i miei fratelli ora arrivano, via mare, via terra, nel disagio e nella sofferenza. Mi chiedono di essere considerati come persone, di conoscere la loro storia e i loro sogni, nella ricerca di affetti che sanno di famiglia. Restiamo umani!”
Adriana Marsili Sorella delle Missionarie di Maria Saveriane

“Le comunità locali, di individui/cittadini, devono schierarsi: essere accoglienti oppure no. In questa epoca storica siamo invitati ad una scelta consapevole, così come già invitava a fare Don Milani nel suo documento pastorale. Se si é accoglienti bisogna rivedere il Welfare, il nostro patrimonio più importante, non come modalità business, bensí Welcome.
Esiste un’Italia particolare, quella dei piccoli centri, che può impegnarsi per l’esclusione zero”
@Angelo Moretti coordinatore Caritas Benevento Cittadella Evangelii Gaudium
Proiezione video OUMAR, quando l’alternanza scuola-lavoro diviene esperienza per raccontare l’incontro con il giovanissimo Oumar e il suo viaggio. L’occasione per apprendere l’arte del film maker é divenuto invece opportunità di contatto con una storia di vita, non mediata da alcun cronista, che ha arricchito studenti e professori, abbattendo pregiudizi e paure, per dar luogo ad una bella esperienza relazionale che ha qualificato anche l’operato. Il video prodotto ha ricevuto speciale riconoscimento”
prof. Vittorio Morrone Imagination Liceo Artistico Sabatini-Menna

 

citazioni dal convegno :le buone pratiche dell’Accoglienza: i colori della diversità”

Le buone pratiche dell’Accoglienza: i colori della diversità


Giovedì 7 giugno presso la Sala del Gonfalone del comune di Salerno si è svolto l’annuale convegno della Festa dei Popoli di Salerno. E’ stato l programma di questa festa giunta lla decima edizione e che culminerà con la Festa in Piazza della Concordia domenica 17 dalle ore 17.00. Il tema di questo anno sono i COLORI della tradizione dei diversi popoli che abitano il territorio Salernitano
A chi chiede se Salerno e la nostra provincia sia davvero accogliente, Antonio Bonifacio, direttore dell’ufficio Migrantes della diocesi di Salerno e Campagna rigira la domanda a tutti noi: se noi come singoli e come gruppi decidiamo di voler accogliere e operare accoglienza, come cittadini possiamo a nostra volta chiedere e pretendere che la nostra città sia accogliente. Anche per questo al convegno sono state illustrate tre modi ed esperienze diverse di pratica di accoglienza
L’esperienza della Caritas di Benevento che ha creato una rete di quindici comuni riuniti da un manifesto comune, dall’esigenza di passare da un sistema” Welfare dei servizi” ad un sistema di “welfare delle relazioni”. Si tratta di evitare che l’”accoglienza” sia un affare economico solo per alcuni ed uno sfruttamento del lavoro per altri; una realtà che spesso appare come un luogo di parcheggio di persone nullafacenti bighellonanti e ghettizzate… Il progetto nasce dal discernimento di piccole comunità locali tese a dare risposte di senso e di futuro tanto ai fenomeni di invecchiamento e spopolamento dei nostri piccoli paese (il 75% de paesi hanno meno di 15000 abitanti) sia di dare una risposta umanizzante agli immigrati. Tutto ciò viene concretamente fatto attraverso strumenti di welfare già esistenti: il reddito di inclusione, i budget di Salute, e gli SPRAR. Un modo per coniugare in modo virtuoso le possibilità di uno sviluppo locale con l’esigenza di trovare un luogo di lavoro, dove risiedere e costruire nuove relazioni una vera seconda patria per migranti.

I grandi movimenti di masse per motivi economici climatici e politici hanno reso coscienti i Missionari ad gentes di quello che con uno slogan efficace è stato descritto come La Missione che viene a noi. A Modica, in Sicilia, Una comunità intercongregazionale ha deciso di operare senza struttura e con povertà di mezzi in una realtà piena di immigrati provenienti dagli sbarchi nel Mediterraneo. Adriana Marsili lavorando con un laicato che ritiene fantastico e sovrabbondante ha ritrovato il senso e la realtà dei suoi 48 anni di Missione. Missione con i Portoricani negli USA e poi con i Portoricani in Portorico 15 anni in Sierra Leone 11 anni in Camerun e un po’ di Messico. Fra i rifugiati Adriana ricorda di essere rifugiata. E’ stata prigioniera dei ribelli in Sierra leone ed è dovuta fuggire dal Camerun per le minacce di Boko Haram: Ma ha coscienza delle differenze: quando è stata catturata dai ribelli della Sierra Leone vivendo le sofferenze di quel popolo si è resa conto che l’attenzione e la mobilitazione internazionale per la loro cattura (erano 7 bianche) non era stato riservato agli altri prigionieri né alle sofferenze di un popolo che da cinque anni viveva una guerra tremenda. Indifferenza e e la malvagità verso i poveri che Adriana insieme a tanti volontari vuole sconfiggere. Non a caso nel concludere il suo intervento ci racconta la storia di un migrante morto di stenti ma con in tasca delle poesie scritte da lui tra cui una con un verso che lascia il segno “chiedimi da dove vengo…”.
Il funerale delle 26 donne Nigeriane sbarcate morte a Salerno dà una svolta alla ricerca dei ragazzi della VF del “liceo artistico Sabatini Menna” di Salerno Una esperienza di alternanza scuola lavoro che si trasforma in un importante incontro che è testimoniato da questo video.

Infine dal video ad un’esperienza diretta. le poche timidi parole di Maussin , ragazzo marocchino , che racconta la sua avventura sul mare insieme a 750 persone arrivato sul mare dopo essere stato chiuso in Libia in una casa con 150 persone

 

Claudio Condorelli c.condorelli

Le buone pratiche dell’Accoglienza: i colori della diversità

IFTAR

iftar

Come annunciato da questo bell’invito l’Iftar in piazza è stato un momento di accoglienza e di condivisione, un segno concreto di amicizia al di là e con le culture diverse

Iftar in piazza, ma questa volta c’è una novita : la neonata associazione UBUNTU NUOVE GENERAZIONI ITALIANE

Ubuntu è una filosofia dell’Africa sub-Sahariana che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone. È un’espressione in lingua bantu che indica “benevolenza verso il prossimo.Infatti l’intentodelll’associazione è “di promuovere un nuovo modello di società orgogliosa e consapevole del suo pluralismo culturale, in cui ciascuno, nativo o immigrato, si senta partecipe del progresso sociale attraverso l’interazione fra diverse culture, etnie, religioni, presenti nel territorio. Una nuova cittadinanza che si costruisce grazie alla ricchezza di storia, di esperienze, di possibilità di scelta, di contaminazioni.”

e lasciamo il commento dell’associazione su questa serata :

Così come abbiamo condiviso il cibo in questa serata, l’auspicio è quello di condividere i progetti per il bene della comunità. Insieme. Sempre.

Un grazie di cuore al Sindaco Mimmo Volpe che, per il secondo anno consecutivo, ci ha dato fiducia donando alla città un momento di condivisione e fratellanza.

Grazie alla Console di Tunsia Beya Abdelbaki Ep Fraoua e ai rappresentanti del Consolato Della Repubblica Di Tunisia a Napoli che ci hanno onorato della loro presenza.

Grazie alla Presidente del Consiglio comunale del Comune di Bellizzi Antonella Capaldo, al Presidente delle ACLI sede provinciale Salerno Gianluca Mastrovito e al Direttore dell’Ufficio Diocesano Migrantes Antonio Bonifacio, a Manuela Sbadatella Scarpinati e agli operatori della Cooperative Aries Onlus, al Centro Islamico di Bellizzi e di Battipaglia, per aver accettato il nostro invito e aver condiviso il nostro messaggio di fratellanza collettiva.

Grazie ai soci dell’associazione Ubuntu – Nuove Generazioni Italiane e ai volontari, donne e uomini tenaci che hanno messo cuore e fatica per donaci questa serata.

Grazie a tutti coloro che hanno preso posto a tavola accanto a noi, sfamandoci di valori come l’amicizia, la solidarietà e di speranza.

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IFTAR