Racconto di un’esperienza di Multietnica & Dialogo intereligioso a Salerno

La Festa dei Popoli vuole favorire l’INCONTRO tra entità culturali differenti, la moltiplicazione degli sguardi, e divenire occasione preziosa per costruire una dimensione interculturale nella nostra città, proponendosi come momento di sensibilizzazione verso quella ricchezza che, la scoperta e valorizzazione della diversità e l’accoglienza dell’altro, permettono di conquistare.

La Festa dei Popoli diviene, dunque, un’opportunità di CONOSCENZA E CONDIVISIONE che avvicina la cittadinanza alle comunità straniere ed al percorso, non sempre facile, che adulti e minori immigrati vivono nel loro quotidiano, sul luogo di lavoro, a scuola, nei luoghi pubblici e per le strade della nostra città.

La Festa dei Popoli offre la possibilità per aiutare a vincere l’odio, l’intolleranza ed il razzismo, attraverso lo SCAMBIO tra culture, tradizioni, storie differenti, per scoprirsi tutti portatori del medesimo sogno: essere parte di  una città dove i diversi popoli presenti non vivono solo uno accanto all’altro, ma si incontrano, si riconoscono fratelli, facendo cadere i pregiudizi che portano all’isolamento ed alla non integrazione.

Questa grande festa vede come uniche protagoniste le comunità straniere, presenti da anni a Salerno e provincia.

Racconto di un’esperienza di Multietnica & Dialogo intereligioso a Salerno

Desio :anche io faccio la mia parte

 

 

Marcia della pace a Desio e festa dei popoli: intitolato un giardino a suor Lucia Pulici

La festa dei popoli dei 2015:la messa con don Albino Bizzotto(Foto by Paola Farina)
  • Lunedì 18 maggio 2015

Marcia della pace a Desio e festa dei popoli: intitolato un giardino a suor Lucia Pulici

Fine settimana all’insegna della pace e del dialogo tra culture e religioni a Desio, in occasione della marcia della pace e della festa dei popoli. Intitolato un giardino pubblico a suor Lucia Pulici, uccisa in Burundi.

Fine settimana all’insegna della pace e del dialogo tra culture e religioni a Desio, in occasione della marcia della pace e della festa dei popoli. Tante persone hanno partecipato sabato pomeriggio alla marcia promossa dal Coordinamento Desio Città aperta in collaborazione con le associazioni, le scuole le comunità islamiche.

Un corteo colorato ha attraversato le vie della città , accompagnato da musica, cori e tamburi suonati da un gruppo di pakistani giunti appositamente da Carpi. Piccoli e grandi, italiani e stranieri, cristiani e musulmani. Tanti i gesti e i messaggi di pace. “Anch’ìo faccio la mia parte” il tema scelto quest’anno. Toccante, in particolare, una delle tappe: la cerimonia di intitolazionedi un parchetto pubblico a Suor Lucia Pulici missionaria desiana uccisa in Burundi lo scorso settembre.

La marcia della pace 2015 a Desio

La marcia della pace 2015 a Desio

Il sindaco Roberto Corti e le sorelle della religiosa hanno scoperto la targa all’interno dell’area verde attrezzata nel quartiere San Giovanni, in via Castelli. L’iniziativa è del comitato di quartiere che poi gestirà il giardino. Davanti al comune è stato ricordato che l’amministrazione comunale ha aderito al Coordinamento degli Enti Locali per la Pace. Al passaggio in corso Italia dal palazzo abitato dai pakistani sono stati lanciati petali di fiori, segno di accoglienza e di festa, sotto gli occhi stupiti dei passanti. Infine in piazza Conciliazione è stato letto un messaggio di pace in diverse lingue, sono stati ricordati i morti in mare e le vittime delle guerre e del terrorismo Ed è stata sventolata una grande bandiera della pace costruita tappa dopo tappa.

La festa è proseguita domenica nel giardino dei missionari saveriani. Alla giornata ha partecipato anche don Albino Bizzotto, dei Beati Costruttori di Pace, che ha celebrato la messa, al suo quinto giorno di digiuno. Il sacerdote padovano ha deciso di fare lo sciopero della fame come segnale forte, perché permette di “sentire e vivere sulla propria pelle le condizioni di quanti nel quotidiano non possono soddisfare nemmeno i bisogni elementari”, a favore di una cultura dell’accoglienza e non dell’esclusione.

 

Desio :anche io faccio la mia parte